vivere in sette tra profumo di pane, fruscio di pagine, ronzio di radio, risate di giochi e sogni di viaggi

venerdì 30 marzo 2012

Licantropa



Sto per ululare. Se non esco di casa un attimo mi crescono i canini.
Sono una reclusa da ieri perche'?
A dire il vero non lo so. Stamattina avevo da sistemare la casa (soprattutto gli stramaledetti panni) ed intrattenere E. che non e' andata in gita con la sua classe e si annoia da morire da tre giorni (due paia di ballerine a parte, buchi alle orecchie tanto desiderati a parte, piscina con la zia a parte...), poi a pranzo veniva F. compagno di classe di G. a fare i compiti (ma quante cavolo di divisioni gli aveva dato la maestra!!!) e volevo che si nutrissero. Percio' per non sbagliare menu' ho fatto pizza: bianca pomodorini, mozzarella e maggiorana (appena spuntata nel vaso dopo l'inverno) e tonno, cipolle e capperi. E pepsi no caffein. Visto che avevo il forno acceso ho cotto anche una torta allo yoghurt per la merenda. Una paccata di compiti dopo (e una pennica sul divano...) sono tutti scesi a giocare sotto casa mentre L. tornava dall'asilo.
Poi mi sono persa.
Una specie di letargo postumo, nel senso che la primavera e' gia' iniziata, ma io sono in coma profondissimo.
A quest'ora le casalinghe di questo paese escono in pantaloncini, maglietta e occhiali da sole e passeggiano o corrono sulle stradine che costeggiano gli orti, i meleti e le piantagioni di lamponi, more, fragole e ribes.
Io no.
Boccheggio.
Guardo con invidia ormai malcelata le mie amiche che ce l'hanno fatta a tornare in forma dopo le gravidanze e penso che non entretro' mai nel vestito della Pasqua 2007 per Maggio 2012 (data della prima Comunione di E.). Ieri sera B. mi ha chiesto un parere su un soprabito che aveva acquistato e indossato solo ad un matrimonio nel 1999. Dopo 5 gravidanze se lo rimettera' a Pasqua.
Cavolo...
Che tristezza infinita...

Chiuderei qui. Sono troppo abbattuta.
Ma E. finalmente si e' fatta fare 'sti buchi ai lobi delle orecchie per poter sfoggiare il giorno della sua prima Comunione gli orecchini che le hanno regalato l'anno scorso.
Ho capito che e' stato doloroso e quando e' uscita era felice, ma un po' traumatizzata.
Cosa ho fatto io che sono la sua mamma premurosa?
L'ho coccolata .. con un doughnut ricoperto di glassa alla fragola!!! 


Ma si kakkio chi sse ne frega!!! Le endorfine fanno bene al cervello e anche al cuore dolorante!!
Qui bisognerebbe aprire un capitolo sulla biochimica delle simil-endorfine di origine alimentare.. Ma lasciamo perdere.
Intanto la foto in apertura: cosa ho fotografato?
Il mio angolo del rammendo.
Come una vecchina rassegnata al corso degli eventi mi sono seduta su una panchetta con la schiena appoggiata al muro e mi sono messa a fare una cosa assurda, ma che pare funzioni.
Quante mamme blogger avranno ormai dedicato almeno un post al problema dei calzini che non si appaiano dopo lo stendino?
"Ma signora glieli compri tutti dello stesso colore!!!" mi fa la commessa. No non ci siamo capiti: io non devo solo appaiare quelli dello stesso colore, devo anche far coincidere le misure diverse!!!
Ed essendo che tutti i piedi di casa sono lunghi (a parte la piccolina) i calzini si somigliano tutti dopo il lavaggio!!!


Che sto facendo ????
Ricamo su ogni bordino di ogni calzino di ogni piede di ogni componente di questa numerosa famiglia un colore di riconoscimento. NNNOOOOOO!!!!!!!!
Follia pura. Lo so. Azzurro per i due maschietti, rosa per le ragazze, bianco per il papa'.
Pero' va un po' meglio. Mi sembra. Forse mi illudo, e' il mio cervello che cerca di giustificare questo lavoro del cavolo...
Per creare un'ambiente consono allo sforzo forse del tutto inutile che sto facendo leggo tutta Jane Austen.
Mi piace perche' ad ogni romanzo riesco sempre a stupirmi di quanto inetta fosse la vita di queste povere donne della middle ed upper class. E la Austen lo rimarca con eleganza, ma con ostinazione. Chissa' quanto le sara' pesato dover rientrare nei canoni..


Fra due giorni sono le Palme e poi arrivera' la Settimana Santa, prima del digiuno del venerdi' Santo arrivaranno anche gli Hot Cross Buns.. eh eh eh....non vedo l'ora...


mercoledì 28 marzo 2012

Oggi intervisto M.



Scake:" Ciao M. come stai?"
M.:" Bene grazie ho un po' male alla gola... e alla gamba .."
Scake:" Allora che mi dici delle scuole medie? Sono come te le immaginavi?"
M.:" Beh si! Grandi, con professori severi e con una finestra da cui si vede la mia casa e soprattutto mi immaginavo cosi' anche il prof. di mate, scienze e geometria."
Scake:" Ma insomma e' bello o brutto andare alle medie?"
M.:" Da una parte bello e dall'altra brutto "
Scake:" Perche'?"
M.:" Ci sono le verifiche, ma anche gli amici e le lezioni divertenti."
Scake:" Cosa pensi che diventerai da grande ?"
M.:" Dottoressa"
Scake :" Anche io volevo fare la dottoressa, pero' quando ho visto quanto lavorava il nonno R. [mio papa' ndr] ho pensato a qualcosa di simile, ma un po' meno impegnativo."
M.:" Mi piace il corpo umano, tutte le sue parti: muscoli, ossa...."
Scake:" Descrivi te stessa"
M.:"Ho i capelli lunghi, marroni scuri e lisci. Gli occhi dello stesso colore dei capelli, il naso normale, la bocca con le labbra rosso chiaro, un viso ovale e le guance un po' paffute, porto gli occhiali e gli orecchini. Sono allegra, certe volte spiritosa, mi piace stare in compagnia non della Cicci eh eh eh..[sua sorella ndr]. Ho le braccia lunghe, le spalle dritte, le gambe lunghe e i piedi grandi, per questo motivo faccio pallavolo"
Scake:" Se avessi un giorno intero libero come lo passeresti?"
M.:" Mi alzo, faccio colazione poi vado di sopra [in camera ndr] leggo, quando inizio ad annoiarmi vado giu' e chiamo una mia amica, ci organizziamo per passare 5-6 ore assieme poi torno, scrivo un  pezzettino del mio libro. Vado in piscina a nuotare e prima di cena in biblioteca. Poi mi godo il tramonto tornando a casa a piedi facendo una passeggiata."
Scake:" Che libro stai scrivendo?"
M.:" Un libro che parla di me come protagonista in cui ho dei poteri magici, salvo la gente ma dopo scopro che una mia amica e' stata rapita e la vado a cercare."
Scake:" Il capo di abbigliamento che ti piace di piu'?"
M.:" Principalmente jeans e maglietta, ma come seconda possibilita' un vestitino con i leggins sotto e le ballerine, oppure la maglietta con la gonna jeans e i leggins."
Scake :" Cibo preferito?"
M.:" Posso dire quello che non mi piace faccio prima? Pesce, canederli e zucca!"
Scake:" Libro preferito in assoluto fino ad ora?"
M.:" Ce ne ho due preferitissimi: la saga di Fairy Oak e Il libro di Bullerby"
Scake:" L'intervista e' terminata vuoi aggiungere qualcosa?"
M.:"Mmhhhhh.... Mi piacciono molto anche i fiori e gli uccelli che cantano"
Scake:" Ah dimenticavo: sogno nel cassetto?"
M.:" Aprire un asilo nido"     

lunedì 26 marzo 2012

Un lunedi' lento

L. corre verso la scuola nel sole della mattina..






Inizia una nuova settimana densa di attivita' ed io mi lascio attraversare da questi impegni perche' mettersi di traverso produce malumore e agitazione ed anche perche' voglio essere di aiuto non di inciampo. A casa dei miei sono in corso grandi decisioni, cambiamenti epocali come un matrimonio o la nascita di un figlio.
Noi figli siamo tutti coinvolti emotivamente, psicologicamente e chissa' forse anche economicamente.
Ma fiduciosi.

Oggi e' la giornata della lentezza e non lo sapevo, ma ho fatto comunque tante cose senza mai correre:
  • preparare i bambini per la scuola
  • riordinare la cucina
  • accompagnare mia madre a fare la spesa
  • andare a prendere quattro bambini a scuola
  • fare il pranzo
  • caricare la lavastoviglie e lavare le pentole
  • fare i compiti
  • presentarmi all'appuntamento a casa dei miei
  • portare la quinta figlia a casa
  • preparare la merenda
  • affrontare la lotta quasi quotidiana con i "panni" (lavare, stendere, piegare, stirare, mettere negli armadi)
  • accompagnare i maschietti a basket
  • impostare la cena
Non ho corso mai. Non ne avevo le forze perche' ieri siamo partiti per Venezia alle 12.00 e siamo tornati alle 00.30 per vedere in toccata e fuga il nostro piccolo nipotino G. "la giuggiola".

Ma non correre per me e' un modo per difendermi da me stessa.
La lentezza e' un'attitudine mentale che ho dovuto apprendere per sopravvivenza.
Correvo troppo anche con la testa.
Ogni tanto mi capita ancora, ma adesso a costo di sembrare una rimbambita rallento. Se non altro riesco a riconoscere il pericolo in agguato.  
Un'esempio?
Davanti ai banchi di frutta e verdura oggi ho limitato l'acquisto. Comprerei casse intere di vegetali, per ritovarmi poi per ore a curarli.

Pero' ho acquistato una verdura slow.
La cicoria, quella vera, non il Tarassaco dai fiori gialli, ma il Chichorium intybus dai fiori azzurri. 
E' una verdura slow perche'? A Roma la mia nonna andava a cercarla per i campi con un coltello ed un sacchetto di plastica. Ho quest'immagine di lei che avanza china sul prato cercando, con la veste un po' corta a fiorellini, le scarpe da campagna ed i calzini.   
Chi lo farebbe oggi con i ritmi che abbiamo?
Una madre di famiglia ci andrebbe per i campi a cercare la cicoria?
No perche' la verdura la compra in sacchetti al supermercato perche' e' piu' veloce e no perche' non conosce la cicoria.
E poi la offrirebbe come cibo prelibato ai suoi figli? Non sono abituati a questi gusti i bambini moderni. Vogliono la roba dolce. Ma io ci provo. Ho un figlio che mangia il formaggio che puzza. Forse apprezzera' anche l'amarognolo di quest'erba.

CICORIA  e rapanello bianco 
E' ora che metta mano all'orto. Non vedo l'ora di iniziare a zappare.

E poi? Anche N. oggi e' slow. Per arginare la fretta che lo assale sul lavoro e' tornato a casa e si e' messo a fare una torta per G. che ha fatto la Prima Confessione sabato e che per l'urgenza di rispettare tutti gli impegni non siamo riusciti a festeggiare degnamente. 

la torta per G.

venerdì 23 marzo 2012

Ispirazioni


Il mio sogno e' sempre stato quello di scrivere. Mi piace il linguaggio delle parole e trovo piacere nell'esprimere a parole quello che ho nella testa, ma anche nel cuore e nella pancia (come dice Chiara ). Rileggo in modo maniacale quello che scrivo perche' mi suoni bene.
Suonare bene.. Anche dietro la scelta dei nomi dei nostri figli c'e' una ricerca del suono oltre che del significato.
Infatti oltre che scrivere mi piace anche parlare!
Quando ero piccolissima dicono che parlavo una lingua tutta mia ancora prima di imparare a camminare da sola.
Gia' alle elementari i miei temi la maestra se li portava a casa per leggerli a suo marito. I miei compagni di classe mi odiavano, ma mi odiavano comunque perche' ero una terrona..
Terrona suona malissimo. E' proprio brutto.
Meridionale invece e' musicale.
Non ho una particolare fantasia, ma molto spirito di osservazione. Forse non saprei inventare una storia nuova mai scritta, ma descrivere qualcosa di vissuto o solo immaginato si.
Da adolescente ho iniziato diversi racconti. Uno in particolare ambientato a Londra, affascinata dalle avventure di Sherlock Holmes, dalla nebbia, dal conforto di un salotto con un caminetto acceso ed una tazza di te' fumante.
Mi mancava la trama, ma gli incipit erano una bomba!
In questo i miei figli sono una fonte di ispirazione continua. La capacita' di inventare storie e' una caratteristica dell'infanzia. Basterebbe ascoltare le loro intuizioni per costruire una favola.

L'altro giorno aiutavo G. a completare una ricerca sul Gallo Forcello che abita i nostri boschi.
E. ed L. sul loro tavolino facevano un puzzle canticchiando sommessamente. "..Dopo l'accoppiamento la femmina cosa fa? Te lo ricordi G.?" "Si, va da sola nel bosco e si costruisce il nido" "Dai scrivi..e dopo?" "Depone le uova e le cova per 24-26 giorni"."Mamma!" mi chiama E. "ma la femmina va da sola a fare le uova?" "Si E." "E il maschio dov'e'? La lascia sola?" "Si se ne va per conto suo" pausa di riflessione di E., poi se ne esce con "MA QUESTO NON E' AMORE!!!".
Potrei inventare una storia per bambini sui sentimenti del gallo forcello!!

E. ha 6 anni. A volte e' un bambino un po' impegnativo perche' e' testardo e tendenzialmente disubbidiente. Pero' ha un animo estremamente sensibile, si commuove facilmente e quando le sue monellerie hanno fatto del male a qualcuno si pente sinceramente.
Se vede un povero in strada che chiede l'elemosina mi chiede sempre di dargli qualcosa perche' altrimenti non ha niente da mangiare, in genere vuole sapere anche se ha una casa e come stanno i suoi bambini. Se passiamo davanti al cimitero del paese mi chiede sempre se anche io moriro' e poi invariabilmente con gli occhi velati decide che non devo diventare vecchia.
A volte mi stupisce. E' tanto monello, ma tanto tenero. Quando gli faccio una coccola inaspettata se la prende tutta: chiude gli occhi, si abbandona all'abbraccio e sorride beato. E' anche molto casalingo. Quando siamo in vacanza ci regala un quarto d'ora al giorno di tormento alla stato puro:"Voglio tornare a casa miaaaa!Voglio tornare a casa miaaaaaa!" anche se fino a cinque minuti prima si e' spudoratamente divertito scatenandosi per strada con corse, salti, schiamazzi e spesso anche con ruzzoloni nella zona pedonale o negozio o museo che sia.
E' l'unico dei cinque che nella fisionomia mi somiglia decisamente. Anzi sembra mio fratello da piccolo, e' solo un pò più esile.
Stasera ha scucito l'ala di un pinguino di peluche. E' venuto piangente da me col pinguino in mano:"non voglio rompere le cose che mi regali!".
Chissa' quando smetteranno di essere cosi' teneri ..

Se volessi trovare lo spunto per scrivere mi basterebbe stare accovacciata in un angolo ad ascoltarli mentre parlano tra loro.



L.ed L. sono cugine ed hanno 9 mesi di differenza. Abitiamo sullo stesso pianerottolo, porte adiacenti, percio' sono cresciute assieme come sorelline. Le ho lasciate vestirsi in autonomia...potrei inventarci una storia sul look che hanno scelto con tanto impegno.





   

martedì 20 marzo 2012

L'Italia s'e' desta

Sono rimasta flashata (perdono per il termine onomatopeico) dal 17 Marzo.
Mi sono svegliata quel giorno con la consapevolezza che la Chiesa ricordava San Patrizio, patrono d'Irlanda.
Il mio cervello ha iniziato di prima mattina a cigolare per lo sforzo di ricordare le ricette irlandesi. Quali sono le mie fonti: siti di riferimento? Cookbooks? Immagini fotografiche? Pian piano metto a fuoco il mio repertorio e trovo le ricette della Shepherd's Pie, dell'Irish Soda Bread, dello stufato alla birra, degli scones alla frutta secca.
Passiamo all'organizzazione: bisogna incastrare scuola di M., catechismo di G. e E., colloquio con la catechista di G. per la prima confessione di sabato prossimo, spesa, nipotina da intrattenere..Driiiinnnn! "Che ne dici se vengono su G. e F. con i bambini li mettiamo a dormire in camper? E' l'ultimo weekend disponibile, altrimenti non ci vediamo per mesi!"
Con 'ste premesse ...
Accendo la radio come al solito mentre metto sul fuoco la lattiera e la caffettiera e faccio la lista della spesa:"..Roberto Benigni con il suo intervento al Quirinale per la fine dei festeggiamenti del 150esimo dell'Unita' d'Italia.."

                                                              
                                                                 PORCA VACCA!
Ma cosa abbiamo noi italiani che non lo sappiamo che il 17 Marzo del 1861 l'Italia e' diventata UNA! Voglio dire: mi considero una persona curiosa, leggo, ascolto la radio, mi sono laureata, sono a contatto con tante persone quotidianamente, insomma le idee circolano, non sono fuori dal mondo! E poi sono contenta di essere nata in Italia, mi piace stare qui, mi piace l'invidia che il mondo ha della nostra cucina, della nostra terra, di noi! Le uniche partite di calcio che guardo (e non posso perdere) sono quelle della nazionale ai mondiali o agli europei!
Oggi un anno fa verso l'ora di pranzo abbiamo attaccato a tutto volume l'inno di Mameli su CD che ci aveva omaggiato un supermercato. I bambini avevano sulla giacca le coccarde col tricolore fatte a scuola.
Pero' se non ci aiutano a crederci spesso noi non abbiamo molto da festeggiare.
Stavo per mettermi a cucinare irlandese per la festa nazionale di un paese in cui non sono neanche mai stata !!!
Vabbe' io sono un po' filoanglosassone, pero' questa non me la perdono.
Devo riprendere in mano la nostra storia. Avevo iniziato l'anno scorso grazie all'entusiasmo di Benigni a Sanremo, poi come succede sempre per cose che non vengono da me l'interesse e' svaporato.
Normalmente non mi metto a parlare di politica con nessuno. neanche con me stessa se non di fronte alle elezioni, pero' e' vero che siamo un paese in crisi e la fiducia e' finita sotto i piedi. Il fatto che adesso abbiamo un governo tecnico forse ci ha riconciliato con la nostra bandiera, ma non e' facile essere positivi.
Non so di chi sia la colpa, sta di fatto che non voglio piu' che sia mia!
Qualcuno ha da suggerirmi letture che non mi facciano morire di tedio?



Io un libro l'ho gia' letto, diciamo che l'ho presa dal lato sentimentale.
Un bel libro nato per ragazzine, ma a mio modesto parere per lettori adulti: bisogna averle provate certe sensazioni per capire questa donna temeraria e appassionata.
Si chiama "Ho attraversato il mare a piedi" di Frescura-Tomatis, e' la storia di Anita Garibaldi dall'infanzia alla morte raccontato in prima persona e fedele ai fatti.



C'e' un'altra fonte che riporto perche' mi colpi' molto quando l'ascoltai nell'ottobre 2011.
Seguo appena posso "Che tempo che fa". Non condivido tutto, ma mi piace la pacatezza in cui viene detto. E' diverso dalla televisione verbalmente violenta e superficiale che riempe i palinsesti. Certo.. Lucianina e' un po' caciarona, ma a volte c'azzecca.

Inciso: che le trasmissioni radical-chic siano in calo mi dispiace parecchio. Al di la' dei loro propositi politico-sociali rimangono comunque piacevoli ed interessanti. E ti aiutano a pensare. Normalmente molto di quello che vediamo in tv serve solo ad addormentare il cervello, allargare lo stomaco e seppellire la coscienza. Non sono un'esperta: ma tra tutte quella di Fazio mi sembra la meno snob.

La sera dell'otto ottobre dell'anno scorso uno degli ospiti era Erri De Luca.
Ho letto troppo poco di questo autore, ma quel poco mi e' molto molto piaciuto.
Parlare di Napoli quella sera e' stato lo spunto per celebrare l'Italia. Quello che ha detto con umilta' e desiderio di condivisione mi ha fatto rendere conto che della nostra storia non sappiamo niente, che i pregiudizi vengono dall'ignoranza, che siamo italiani perche' siamo cittadini del mondo in quanto il mondo e' passato di qua. Guardatevelo. E' molto piu' italiano di tanti altri.


E poi mi sono letta il discorso di Benigni al Quirinale.
"Mamma mia!" ho pensato "grazie a Dio c'e' qualcuno che di passione per il nostro paese ne ha cosi' tanta!". Apprezza il bello anche se offuscato dall'orribile, e' ostinatamente ottimista e fiducioso, Io saro' ingenua, ma credo che provi davvero un'amore grande quando mascherandosi da colto-buffone fa il divulgatore. A me piace, mi fa un buon servizio.


Oggi spaghetti al pomodoro.

sabato 17 marzo 2012

Mia figlia M.


Ieri M. aveva mal di pancia.
Forse ad undici anni il suo corpo sta cambiando e questi doloretti sono l'avviso di novita' in arrivo.
Forse siamo alla fine di una settimana stancante ed ha solo bisogno di fare una pausa.
Forse anche noi genitori veniamo da tre mesi di lavoro intenso in cui siamo usciti spessissimo la sera e questo ha richiesto uno sforzo anche alle due piu' grandi, se non altro nel crearci meno problemi .
Forse ha solo un virus.
Insomma le dico che puo' rimanere a casa.
Ed intuisco subito che il mal di pancia e' gia' semi passato.
Le dico di lavarsi e vestirsi, le chiedo di aiutarmi a mettere a posto i cassetti della cancelleria e gia' parte la prima serie di musi.
Ho capito che vorrebbe starsene tutta la mattina nel letto a leggere come piaceva fare a me, ma con lo stesso spirito di GRANDE ROMPIPALLE di mia madre non la lascio in pace.
Perche' mi comporto cosi'?
Esercito il mio egoismo di madre per annullare il suo egoismo di figlia?
Esercito il mio diritto/dovere di insegnarle ad avere un po' di "sano equilibrio" nell'affrontare la vita?
Non lo so, ma poi la porto fuori a fare shopping.
Ora..lo shopping non mi appartiene. L'idea di andare a spendere per il piacere di spendere non fa per me. Non me lo posso permettere ed inoltre sei anni in trasferta a Padova con i soldi contati in tasca per tutta la settimana mi hanno formato sul risparmio.
Ma lei aveva bisogno di scarpe, dovevamo ritirare gli orecchini aggiustati dall'orefice, andare a comprare colla e goniometro e poi le cibarie per il weekend.
Ok mettiamoci al volante e usciamo dal paese verso quel negozio di scarpe che dicono essere particolarmente conveniente. Dal viso di M. non trapelano emozioni.

Ci abbiamo messo un'ora e venti a comprare le scarpe! Pensavo di morire!
Io che entro vedo, mi entusiasmo e compro senza ripensamenti mi ritrovo una figlia che non ha nessun problema con i minuti che passano, non si agita se la commessa al terzo paio insiste che QUELLE scarpe vanno benissimo per lei per duecento validissimi motivi. La lascia parlare per buoni cinque minuti: sono di moda, le calzano perfettamente, si sporcano con difficolta', sono morbide, confortevoli, resistenti... M. tace con le scarpe ai piedi. "Amore che ne dici?" Silenzio "Che ne pensi? Di' qualcosa! Ti piacciono?" " No " "Amore non ho sentito: ti piacciono?" "N...". La commessa sorriso stampato in faccia pensa:"Questa o e' cretina o e' stronza" poi aggiunge per difendere la sua tesi:"Ma come? Ti stanno benissimoooo!"
Oddio pensano che mia figlia sia anormale!
Pero' a pensarci bene .. evviva non e' come tutte le altre!
Adesso metto da parte la mia proverbiale fretta e l'aiuto io:"Signora guardi, facciamo noi poi la chiamiamo scusi tanto eh?" L'ho lasciata guardarsi attorno da  sola fino a che dal numero di volte in cui bazzicava attorno ad uno scaffale ho capito che voleva un paio di Superga di tela, di che colore ? Blu. Mitica ! Mia figlia preferisce il classico.

Ho capito alla fine che M. sa benissimo cosa vuole, ma non e' abituata ad imporre a voce alta le sue idee. Per di piu' e' abbastanza testarda percio' prima o poi raggiunge il suo risultato, ma con calma.
A me mi atterra..per sfinimento..pero' capito? E' educata, non puoi sgridarla.

Dopo le scarpe andiamo in centro a prendere gli orecchini, qualche sorriso fugace illumina i suoi occhi, ma in generale la conversazione si limita a " Mi aiuti con i sacchetti ?" "Ma pesanooo" "Andiamo da questa parte!" "Ma e' piu' lunga da questaaa" "Porta su la spesa alla nonna, ma non ti fermare che andiamo a prendere gli altri a scuola" "Uffaaaa, voglio restare qui"
Alla fine della giornata, complice un pomeriggio intero di compiti con tutti gli altri, sono ormai convinta che la mattinata con me non sia piaciuta per niente a M.
Che madre noiosa mai saro'...          
"Sono andata con M. in giro oggi, ma ha avuto tutto il giorno il muso" dico a N. e lui  mi fa:"strano.. la prima cosa che mi raccontato quando sono arrivato e' che e' stata molto contenta di stamattina...".

M. legge come una forsennata, scrive dei bellissimi racconti ricchi di particolari, racconta molto raramente di se, non si veste mai in maniera appariscente, parla abbastanza sottovoce, ascolta tutto con estrema attenzione, a volte pensi che quando la interpelli non voglia comunicare, ma lei ti sorprende con una risposta che e' andata oltre la tua domanda. E' timida, sensibile ed orgogliosa. Ma io sono fiera di lei.

Non so se mi assomigli o no. Ma il suo comportamento di ieri mattina mi ha ricordato il testo di una canzone di Carmen Consoli in cui quando usci' mi ritrovai molto.

IN BIANCO E NERO


Guardo una foto di mia madre
era felice avra' avuto tre anni
stringeva al petto una bambola
il regalo piu' ambito.
Era la festa del suo compleanno
un bianco e nero sbiadito.
Guardo mia madre a quei
tempi e rivedo
il mio stesso sorriso.
E pensare a quante volte
l'ho sentita lontana
e pensare a quante volte...
Le avrei voluto parlare di me
chiederle almeno il perche'
dei lunghi ed ostili
silenzi e momenti
di noncuranza puntualmente
mi dimostravo inflessibile
inaccessibile e fiera
intimamente agguerrita
temendo una sciocca rivalita'.
. . . . . . . . . . . .
Guardo una foto di mia madre
era felice avra' avuto vent'anni
capelli raccolti in un foulard di seta
ed una espressione svanita.
Nitido scorcio degli anni sessanta
di una raggiante Catania
la scruto per filo e per segno e
ritrovo il mio stesso sguardo.
E pensare a quante volte
l'ho sentita lontana
e pensare a quante volte...
Le avrei voluto parlare di me
chiederle almeno il perche'
dei lunghi ed ostili
silenzi e di
quella arbitraria indolenza
puntualmente
mi dimostravo inflessibile
inaccessibile e fiera
intimamente agguerrita temendo
l'innata rivalita'.
Le avrei voluto parlare di me
chiederle almeno il perche'
Le avrei voluto parlare di me
chiederle almeno il perche'
chiederle almeno il perché
chiederle almeno il perché
   

venerdì 16 marzo 2012

Sangue nell'arena - sul dolore

L. e le sue papusse mi hanno ispirato un progetto
 che e' attualmente in fase di realizzazione,
fatalita' nasce dall'
esigenza di evitare un dolore...

Papusse a parte sono qui col portatile di N. mentre di la' le due cuginette strillano come due pulcini impazziti. L. (3 anni) e' venuta a stare da noi per due giorni. Abita nell'appartamento attaccato al nostro, e' gia' di casa dunque, ma venire a dormire qui e' un'altra cosa. Sono talmente eccitate che quando prenderanno sonno piomberanno come sassi. Ma io oggi ho fatto la mia parte.
Anzi cominciamo da ieri...
E' un periodo che sto dedicando tempo e soldi ai miei denti. Quanto odio andare dal dentista ! Appena accende il trapano gia' mi fanno male tutti i nervi fino al cervello !
Era dal 2008 che non mi sedevo piu' su una poltrona odontoiatrica.
Ieri dovevamo finire una devitalizzazione.
Dopo una settimana di antibiotico e tre quarti d'ora di tentativi di anestesia il medico realizza che il dente non si puo' salvare. Togliamolo dico io !
Non si dice via il dente via il dolore ?
Galvanizzata dall'idea di porre fine a quattro anni di sofferenze per impossibilita' di masticare, scovolini di pulizia (costosissimi usa e getta) due volte al di', dolore pulsante periodico ... apro la bocca fiduciosa.

PUNTO PRIMO l'anestesia non attaccava perche' sotto c'era l'infezione, quindi HO SENTITO TUTTO !!!!!

PUNTO SECONDO pensavo che mi si staccase la mascella dal cranio tanto era grosso 'sto maledetto molare !! Alla fine il dottore visibilmente provato mi fa :"Signora e' nato ! E' MASCHIO !!!"

Giuro che e' stata un'esperienza orribile. Avevo talmente tanto dolore quando mi sono alzata dalla poltrona che le gambe mi facevano giacomo-giacomo e per arrivare a casa a piedi (400m di distanza) mi sono seduta 2 volte su un muretto con il ghiaccio sulla guancia. Manco m'avesse malmenato un gruppo di delinquenti !
Arrivata sul letto nausea, nervi scossi, deliquio. Insomma ero uno straccio. Ho pianto come una fontana giuro. Lo so, saro' una pettola, ma non me lo aspettavo che nel 2012 si soffrisse ancora cosi' tanto per estrarre un dente.

Non posso dimenticare un episodio di un libro STUPENDO letto nell'adolescenza:"Vita con gli orsi" di Beth Day.
Il protagonista aveva l'esigenza di togliersi con urgenza un dente malato, ma abitando nelle foreste del Canada in completo isolamento decise di arrangiarsi spaccandoselo a pezzi.
Ancora mi ricordo il dolore fisico provato nel leggere quel capitolo.
Ieri ho capito quanto si soffriva allora, quando la medicina moderna non esisteva.
Mio papa' era medico in montagna. Molti dei giovani del posto facevano i taglialegna.
E' successo piu' di una volta che si presentassero a casa nostra cercando 'l dotor con magari uno squarcio sulla coscia o un dito attaccato solo per un lembo di carne a causa di una distrazione con l'accetta. Papa' raccontava che non volevano la 'ndormia (anestesia), bastava l'alcool con cui si erano fatti coraggio scendendo dal bosco fino al paese.

Io col dolore fisico non ho un rapporto normale.
Di fronte a quello altrui riesco a reagire in maniera proficua. Resto lucida, attiva, efficiente.
Ho tamponato un'arteria zampillante ad un operaio che maneggiava una lastra di vetro per montarla come vetrina di un negozio.
Ho soccorso un'anziana che caduta di bocca sul marciapiede si era passata un labbro da parte a parte con i denti.
Ho medicato un ragazzo che con una punta di metallo era arrivato fino al tendine della mano.
Sangue dunque. Parecchio.
Ma quando succede a me ...
Lo percepisco come una violenza, sempre. Ho la prontezza di mettermi in salvo, ma poi di solito sbianco e se non mi metto orizzontale comincio a vedere tante lucine danzanti ...
Difficile che perda la testa, anzi non e' mai successo, ma rimango scandalizzata.
E' la cosa che piu' mi separa da Dio.
L'invenzione del dolore fisico. Lo so che e' un sistema di difesa del corpo, ma perche' devo stare male? E perche' mi ricordo cosi' bene anche quanto mi ha fatto male ? Forse il mio e' un problema di memoria. Cioe' me lo ricordo troppo bene.
Come con il parto:"Tranquilla che quando hai il bambino in braccio passa tutto! Te lo scordi !" Si..infatti.. Ma chi l'ha inventata questa ?
Sicuramente sara' stata un'ostetrica per fare coraggio ad una gestante primipara inconsapevole!
Per questo dico che 5 figli per me sono un miracolo, a volte neanche ci credo che li ho fatti io...forse nel corso dell'anno di vita di questo blog lo ripetero' 1000 volte, ma e' cosi'.
E' il mio miracolo personale.

Dicevo che oggi ho fatto la mia parte: sono andata a fare spese con M. la mia undicenne cosi' particolare. Ci faro' un post perche' lo merita.

mercoledì 14 marzo 2012

Viaggio in Svezia


Vorrei trascinarci qualcuno lassu'perche' mi ci porti di nuovo, ma nessuno mi viene dietro. Ci ho provato con N., con la mia collega, ma il grande freddo non attira, vogliono tutti andare ad esporre le ossa al sole.

Nel gennaio del 2010 io e N. abbiamo festeggiato i nostri 10 anni di matrimonio con un viaggio a Stoccolma. N. e' stato molto clemente, voleva andare in Marocco, ma io con la paura di sentire troppo caldo l'ho convinto ad andare ... al freddo !!!
Ci siamo autogestiti tutto.
Abbiamo trovato un'appartamentino in centro che C. (svedese razza pura) affitta ad italiani visto che parla benissimo la nostra lingua. Carino, piccolo ma funzionale, tipicamente tutto bianco con dettagli a contrasto rosa. Abbiamo prenotato un volo a basso costo con RyanAir e .. via ! Tre notti quattro giorni.
E' vero era freddo, ma non insopportabile. La sera del sabato sono riuscita ad indossare perfino le ballerine primaverili acquistate la mattina vicino ai grandi magazzini NK!
Ma andiamo con ordine.
Appena arrivati ci siamo subito resi conto di soggiornare proprio al crocevia delle grandi arterie dello shopping della capitale.
Dietro l'angolo abbiamo scoperto un posto favoloso e molto rinomato chiamato Saluhall. E' un meraviglioso mercato coperto costruito intorno al 1880, con banchi carichi di prelibatezze di tutti i generi. All'interno diversi ristoranti e bar propongono piatti soprattutto svedesi tradizionali, in particolare pesce e crostacei secondo le ricette della cucina casalinga.
Dopo un primo giretto in cui essenzialmente abbiamo acquistato generi di prima necessita' per la cena e la prima colazione del giorno dopo, ci siamo accorti che un banco vendeva dei dolci che non potevano passare inosservati: i Semlor.


Sono paradisiaci ! Che cce frega dei grassi, ogni tanto se po' ffa'. Mi sono sempre ripromessa di rifarli, ma nel periodo per cui sono stati creati cioe' il Carnevale, prima dell'astinenza quaresimale. Di solito pero' in quei giorni si va di frittelle e mi dimentico di questi dolci deliziosi !!!

Semlor prima della disfatta
Dopo una notte abbastanza confortevole (a parte la convessita' del divano letto) i giorni seguenti visitiamo i musei.
Il Vasa che lascia davvero di stucco. La grandezza di questo vascello riesumato dalle acque del Mar Baltico e restaurato perfettamente non te l'aspetti. Li' per li' pensi :"Ci vanno tutti, andiamo anche noi a dare un'occhiata, che sara' mai una nave antica..." invece ci hanno costruito attorno un'ambiente molto suggestivo. Tappa obbligata.
Il Nordiska dove si trova la storia delle tradizioni svedesi. All'entrata c'e' una statua in legno del re Gustav Vasa con alla base inciso un epitaffio che in realta' e' un monito per le generazioni future :"Warer Swenske !" che vuol dire :"Sii svedese !".
Non so perche' non riesco a dimenticare questa frase. Forse perche' in Italia non ho ancora mai trovato niente di cosi' patriottico. All'interno del museo con il grande gusto estetico che li contraddistingue gli svedesi hanno posto tutto cio' che di bello ha caratterizzato il loro passato. Sono visibili gli arredi delle case, i giocattoli, il materiale necessario ad allestire le feste annuali tradizionali, gli oggetti e le foto della popolazione Sami lappone, perfino la tavola apparecchiata alla corte del re, vasellame, porcellane, vetreria preziosa. Un mosaico delizioso di oggetti, fotografie, ricostruzioni, dipinti e sculture che ti portano a capire stanza dopo stanza quanto e' stato ed e' importante per questo popolo vivere bene la quotidianita' nella propria casa.
Giocattoli d'epoca
Attrezzatura da pasticceria natalizia
Casetta di Pan Di Zenzero natalizia e tre piccoli Tomtenisse
Lo Skansen e' un posto davvero speciale: un museo etnografico all'aperto e vivente dove il presente si innesta sul passato. Il risultato e' un'atmosfera carica di magia ed armonia. All'interno si trova uno zoo, alcuni villaggi completi di abitazioni, orti, un complesso parrocchiale con chiesa e scuola, empori, botteghe di artigiani in funzione, stalle con animali, pasticcerie e punti di ristoro, zone adibite a punti di incontro per le feste tradizionali annuali (Santa Lucia, Natale, Festa di mezz'estate). Puoi passeggiarci tutto il giorno dentro senza mai annoiarti. Le decine e decine di figuranti parlano fluentemente l'inglese e rispondono alle tue curiosita' sul posto come se quella fosse realmente casa loro. 
Renna nel villaggio Sami
Una contadina tiene acceso il fuoco della stufa
e ci racconta come vive la sua giornata
Il palazzo reale era chiuso per restauri in vista del matrimonio della principessa Victoria, con grande arrabbiatura di N. Abbiamo allora fatto un giro per Gamla Stan la parte piu' vecchia di Stoccolma semplicemente guardandoci attorno: le case, le piazzette, le fontane e le vie storiche.
Tutto caratteristico e affascinante.
Botteghe di artigianato lappone piene di muffole di lana, coperte, maglioni, cuscini ricamati, plaid, oggetti scolpiti in legno, argento lavorato, vestitini per bambini tradizionali per le feste...







Il Sabato abbiamo prenotato per cenare in uno storico e rinomato ristorante del centro consigliato per la cucina tradizionale rivisitata in chiave moderna: Den Gyldene Freden dal 1722.
Kottbullar
Io ho ovviamente ordinato le Kottbullar : non potevo non provare la versione estemporanea delle polpette precotte di Ikea ! D'altronde e' un piatto nazionale, si accompagnano a pure' di patate e composta di mirtilli rossi. Le ho trovate piu' tenere e fragranti, ma per il resto c'assomigliavano parecchio!  N. ha assaggiato un piatto di aringhe preparate in vari modi.  L'atmosfera era rilassata ed elegante, ma non ho trovato la torta al formaggio che cercavo. Mi aspettavo di mangiare una delle mille varianti della cheesecake nella versione svedese che si chiama Ostkaka. Nel ricettario di Pippi Calzalunghe in effetti c'era! Ci sono rimasta un po' cosi'..tanto che il giorno della partenza sono entrata in un negozio di casalinghi MAGNIFICO e ho cercato lo stampo per farla. E adesso che ci penso non ho trovato neanche il Gravlax, quello pero' me lo sono fatto a casa io quest'anno per l'antipasto della Vigilia di Natale !
Ci sono un sacco di altre cose che abbiamo visto e gustato a Stoccolma troppe per un unico post e tante ancora che farei se potessi tornare, ma...perche' tornerei in Svezia ?
  1. Perche' i tunnel della metropolitana di Stoccolma profumano di cardamomo e cannella
  2. Per fare fika quattro volte al giorno (non e' una cosa sconcia, vuol dire fare una pausa in un locale con caffe' e dolcetti Kanelbullar o Lussekatter)
  3. Per visitare l'abitazione-museo di Carl Larsson e sua moglie Karin che per molti come per me con i suoi acquerelli ha diffuso l'ideale romantico della famiglia e della casa.
  4. Per vedere il villaggio di Pippi Calzelunghe: un parco a tema dedicato ad Astrid Lindgren, autrice dei libri per ragazzi piu' belli al mondo.
  5. Per viaggiare con i figli senza doversi scusare con tutto l'universo se parlano a voce alta e toccano tutto perche' in Svezia ogni cosa e' pensata per accogliere anche i bambini
  6. Per comprarmi un'intero guardaroba di scarpe della mia misuraaaaaaaa !!!!! In Svezia le scarpe da donna arrivano alla taglia 45. Come Jamie rinascerebbe italiano, io rinascerei svedese solo per questo motivo.
  7. Perche' io che non amo moltissimo le candele ho adorato guardarle accese all'imbrunire sui davanzali di tutte le finestre della citta'
  8. Perche' il motto del design svedese e' "meglio togliere che mettere" ed io devo farmi dare ripetizioni in merito in quanto all'esame verrei sicuramente bocciata
  9. Perche' vorrei acquistare una casetta cosi' e abitarci, ma senza zanzare
  10. Per girovagare nei negozi che ormai hanno esportato il loro marchio in tutto il mondo , ma anche da Polarn O. Pyret che veste i bambini e le loro mamme in modo intelligente dopo avergli pero' svuotato il portafoglio
Per prepararmi al viaggio mi sono letta cartina alla mano il libro "Il viaggio meraviglioso di Nils Holgersson" di Selma Lagerlof e poi al ritorno mi sono appassionata alla collana Iperborea che pubblica romanzi di scrittori che vengono dal Nord dell'Europa. Insomma sono un po' fissata.

Tra qualche giorno e' primavera. Volevo chiudere l'inverno con un ricordo bellissimo del freddo, del ghiaccio e della neve.

NON MI DITE CHE NON CONOSCETE VICKY !!! E' stato il primo contatto della mia vita con il mondo scandinavo, il secondo ovviamente .. IKEA ..










giovedì 8 marzo 2012

Maternità e Maternabilita'




Sweet Paul regala posters in anteprima per l'uscita del suo Spring Magazine.
Ma per me quest'immagine dice di piu' di quello che pubblicizza (primavera, uova, dolcetti, cioccolata, colombe, bricolage...).
Il pulcino ha lasciato il nido e sta iniziando il suo viaggio verso il mondo.
Perche' questo pensiero ?

Mah .. e' da un po' che rifletto su una puntata di "Io Chiara e l'Oscuro" ascoltata giorni fa alla radio (sono sintonizzata quasi sempre sulle frequenze di Radiodue).
Vediamo se ho capito : MATERNITA'  e' una realta' concreta mentre MATERNABILITA' e' una realta' potenziale . La donna al centro della puntata.
Un'ascoltatrice dichiaratasi non-mamma sosteneva che e' necessario del "sano egoismo" per salvare la donna dal vortice della maternita'.
La mia testa ed il mio corpo sono d'accordo. I figli ti assorbono e si appropriano di te .
Liberati ogni tanto di loro e sii te stessa !!
Il mio cuore che ne pensa ?
Che l'egoismo non e' sano.

Nel Maggio del 2009 il mio corpo e' sbottato: testa e cuore erano predominanti. Lui per riprendersi i suoi diritti si e' ribellato ed ha mandato all'aria gli altri due.
Lo specialista che mi ha insegnato il metodo per creare un equilibrio che forse tra i tre organi non c'era mai stato mi ha consigliato di "volermi piu' bene" "amarmi di piu'".
Inizialmente ho pensato che parlasse esattamente di "sano egoismo".
Ma l'egoismo non e' sano.
Un pensiero strisciante ha cominciato ad arrivare alla testa: forse e' stata tutta colpa degli altri, hanno preteso troppo da me, hanno tutti pensato che fossi forte e resistente.
Quando inizi ad indagare se c'e' una vittima cerchi il colpevole.
E' iniziata una distribuzione delle colpe silenziosa che ha incominciato impercettibilmente a separarmi dagli altri. Soprattutto da N. e quando me ne sono accorta ho avuto paura. Tanta.
Quando lo specialista mi ha chiesto come stava N. ho realizzato che anche lui stava soffrendo molto di quello che era successo.
Il primo momento era stato di sbigottimento: improvvisamente si era trovato a gestire tutta la famiglia da solo perche' non ero piu' in grado di farlo. Poi una volta realizzato che le cose non sarebbero piu' tornate come prima era arrivata la paura e la sensazione di fallimento.
Gli equilibri tra di noi sono cambiati, ma se avessi perseguito questa strada di auto affermazione a discapito della mia famiglia ora noi due saremmo allo sfascio.
Invece e' subentrato il perdono. Beh! Senza il perdono...niente.
E' stato un dono, giuro. Non ce l'avremmo fatta.
Oggi siamo meno romantici forse, ma piu' forti.

Ho scritto degli appunti mentre passavano gli interventi di altri ascoltatori.
Acquistala come vuoi questa consapevolezza di te, del tuo corpo e della tua psiche con tutto l'ampissimo ventaglio di potenzialita' che la femmina ha rispetto al maschio. Ma quando dai la vita la dai. Punto. Per dare la vita non puoi risparmiarti: sei una porta che si apre sul mondo, devi allargarti oltre la tua misura per far passare il tuo bambino e spingerlo a vivere fuori di te. Devi morire un po'.
Quindi non esiste il "sano egoismo". L'egoismo e' iniziato con quel gesto di mangiare un frutto, proprio quello che non si poteva mangiare, pensando che Dio non li amasse abbastanza. Da li' hanno iniziato a darsi la colpa uno con l'altro, a vergognarsi di se stessi e sentrisi a disagio nel mondo.
L'egoismo ha prodotto il dolore del parto. Ci vuole dolore per passare da IO-mamma a TU-figlio, non saremmo consapevoli che la vita e' un dono.

Cioe'... avro' scoperto l'acqua calda per carita', ma certi discorsi razionalmente accettabili a volte devo scandagliarli bene. Questa trasmissione ha il merito di lanciare il sasso nell'acqua perche' si formino le onde, io pero' ho bisogno di vedere dove vanno a finire le onde per capire se le cose dette sono vere e giuste per me.

Il "corpo" di Chiara ha prodotto una poesia che mi e' piaciuta un sacco   :

     Spiegateme un pò voi come se fa 
    Sentendo ‘na campana sona' a morto
      Parla’ de scelta e de la libberta’,
                                            Per quer fattaccio nero ch’è l'aborto.
                                                Ma come propio oggi che in 3D,
                                             Te fanno vede er pupo nella panza,
                                              Ancora c’è er coraggio de tradì,
    L’istinto antico che, in bona sostanza
      Comune a tutte quante le creature,
        Che pure l’animali più scostanti,
Proteggono le bestie nasciture,
E’ quello che fa anna’ sto monno avanti.
Se preoccupamo der disboscamento,
Der buco dell’ozzono e i raggi gamma,
Ma der comportamento più violento,
Ch’è quello de esse uccisi dalla mamma,
Nun se ne po’ parla’ che i femministi
Te sartano alla gola come ossessi.
C’è la censura peggio dei fascisti,
Su questo so’ d’accordo entrambi i sessi.
Per me le donne so’ più belle e forti,
Perché so fatte apposta a da’ la vita,
E allora strillo forte basta abborti!
Che sta battaja è appena incominciata.



Aoh ! Ma oggi e' l'otto marzo !!!


  

mercoledì 7 marzo 2012

Sewing Scake

Una parentesi alla macchina da cucire.
Ogni tanto mi prende la frenesia di usare tutti i bellissimi scampoli che ho parcheggiato in un cassetto in attesa di grandi idee che li possano valorizzare.

Lo spunto e' arrivato dai nostri figli che usano la carta assorbente per pulirsi a tavola perche' ??
Hanno perso i portatovaglioli ad anello di plastica a forza di farne un uso improprio (mezzi contundenti, braccialetti per le bambole etc...).
Ok è arrivato il momento di risparmiare sulla carta per rispetto alle foreste etc etc ... e perché la carta assorbente costa un occhio !

TA-DAH MOMENT come lo chiama Lucy-in-the-attic : 



Ok ok .. niente di speciale pero' sono utili, funzionali e carini .. e li ho fatti io !!!! Assolutamente a caso. Oggi esistono patterns in commercio sul web per qualsiasi cavolata ! Io non ho schemi da divulgare.
Ovviamente niente a che vedere con il copriletto che mi hanno realizzato l'anno scorso delle professioniste del patchwork.





Molto professioniste: quando sono tornata a casa con il pezzo N. ha bypassato il mio sorriso a 50 denti chiedendomi subito :"Quanto l'hai pagato ?". E' costato parecchio davvero.

Piu' che altro da poco avevo creato delle nuove poltroncine usando quelle vecchie che mio nonno aveva preso dal Teatro Valle di Roma dove faceva il custode di notte. 
Il restauratore le ha grattate e riverniciate ed il tappezziere le ha rivestite a nuovo. Ha usato un pezzo di tessuto di Cath Kidston che avevo comprato a Londra 2 anni fa ed una tenda che avevo fatto io per l'appartamento dov'eravamo in affitto fino al 2004. .
Io purtroppo butto poco, a volte pero' questa tattica premia. Sono fierissima di questa scelta. 


Anche la borsa viene da Londra. L'ho acquistata in Portobello Road in un negozietto di una sarta che ne faceva a centinaia tutte una diversa dall'altra !

A breve terminero' un abitino per la Miss di casa che compie 4 anni, ma li' si tratta di lavoro ai ferri, altra cosa che mi piace un sacco fare.
Avendo un po' piu' di tempo a disposizione...  

lunedì 5 marzo 2012

Terza parte dell'episodio :"Quella zingara di un'erba"

Ed eccoci all'epilogo.
Torno a casa e dopo aver "accatastato" con ordine e diligenza il contenuto delle valige sul divano scatto al computer e cerco notizie sull'erba zingara.
Da un forum apprendo che si chiama Trigonella o fieno greco: me lo ricordavo che aveva tre foglioline !! (all'Universita' eccellevo in Botanica...) e faccio una scoperta: POVERI TEDESCHI ! NON SONO LORO CHE LA USANO NEL PANE !!! Sono gli Altoatesini detti anche Sudtirolesi !
Ma che cavolo ! Vado a cercare un'erba in Germania che usiamo qui in Italia !!
Ok ok ... Italia .. geograficamente .. vai tu a chiedere l'erba zingara in Val Venosta dove producono le pagnottelle che la contengono e dimmi con che faccia ti guardano !!!
Sai come la chiamano ? Brotklee ! Non è tedesco ? Ecco.
Allora prendo la macchina e corro al negozio di alimentazione naturale, chiedo il fieno greco e il personaggio mi guarda con aria compassionevole :"non ce l'ho" senza neanche voler sapere che ci facevo o propormi di ordinarla.
Tra parentesi ha fatto cosi' anche quando gli ho chiesto se aveva farina d'orzo, probabilmente sono l'unica cliente che lo mette di fronte ai suoi problemi di fornitura. E questo sarebbe l'erborista...
Ma io non mi scoraggio: l'erba zingara esiste. Spedisco N. in un'altra erboristeria del centro durante il suo giretto il sabato mattina al mercato.

Inciso: il sabato mattina io e N. ci scambiamo i ruoli. Lui esce a fare la spesa al mercato ed io resto a casa a lavorare finalmente SOLAAAAA ! Ovviamente per questo favore che mi fa sorvolo sul risultato dei suoi acquisti: patatine fritte, mortadella ed affettati in genere in pacchi da 5 etti, schifezze al cioccolato, pane da 20 euro al kilo, formaggio della malga XY che pare fatto con i piedi del contadino.

N. ritorna con l'agognato pacchetto ed io volo a tirare fuori dallo scaffale dei miei cookbooks la ricetta delle...

Vinschger Paarlen - Pagnottelle venostane in coppia

350g di pasta fermentata*
1 l di acqua tiepida
30g di lievito di birra
600g di farina di segale scura
600g di farina di segale chiara
sale
cumino
semi di finocchio
trifoglio da pane o ... ERBA ZINGARA !!!

Mescolare in una terrina la pasta fermentata con il lievito e meta' dell'acqua. Aggiungere la farina, il sale, le spezie e l'acqua rimanente e lavorare fino ad ottenere una pasta morbida. Lasciarla lievitare e dividerla quindi in pezzi grandi un pugno. Disporre su una placca da forno infarinata i pezzi uniti a coppie. Lasciar lievitare ancora mezz'ora, poi infornare le pagnottelle a 260 gradi, riducendo a poco a poco il calore a 200 gradi. Lasciar cuocere per 20 minuti circa.

NB Io ho porzionato l'impasto e l'ho messo a lievitare sulle teglie tutta la notte invece di farlo lievitare due volte, questo perché conosco il mio lievito madre. Poi ognuno si orienta come vuole, per esempio nei negozi di alimentazione naturale vendono le bustine di pasta fermentata liofilizzata già pronta.


più che gonfiarsi si allargano
pronte per il forno



















*come si prepara la pasta fermentata:

un pugnetto di lievito madre
250 g di latticello (o buttermilch o buttermilk) intiepidito
4 Cu  di farina di segale

Unire gli ingredienti e lasciar riposare la pastella 24 ore in luogo caldo senza spifferi, mescolandola di tanto in tanto. Trascorso questo tempo e' pronta per panificare molti tipi di pane nero.

Vorrei descrivervi il profumo che esce dal forno !! All'inizio le note dolci del lievito madre, poi arriva l'erba zingara aromatica e penetrante, infine il cumino ed il finocchio quasi balsamici. Dopo un po' quello che si spande in cucina mi dà alla testa e vado ad aprire le porte di tutte le stanze di casa perché non si perda subito fuori dalle finestre. Chissà .. magari ha anche un'effetto antitarmico .. come la lavanda, i chiodi di garofano e il rosmarino... 

Abbiamo ammazzato il pane venostano con speck, birra e cetriolini. Come diciamo a Roma: è la morte sua !


La ricetta delle pagnottelle viene da questo libro che è un ricettario di casa anzi di .. ristorante !! Scoperto tramite mia madre e ricomprato nella versione nuova. I piatti tradizionali e storici della cucina altoatesina quando si andava a fare la spesa dal contadino solo se si abitava in centro a Bolzano e la stalla non era sotto casa. Non delude davvero.
Peccato che non si possa dire altrettanto della cucina dell'albergo che un tempo fu dell'autrice (e che ora gestisce suo nipote). Grande charme e attenzione al confort di lusso: 2 tipi di saune, massaggi, piscina riscaldata all'aperto in pietra, zona relax su chaise longue coperte di vello di pecora, stanze in legno vecchio, stube quasi poetica, sorrisi, cortesia, discrezione, bellezza ovunque basta guardare il sito web, ma la cucina un po' decaduta direi ..
Tanto che quando dissi al proprietario che girava salutando gli ospiti durante la cena :"Sono venuta qui principalmente per via del ricettario di sua nonna !" mi è sembrato più imbarazzato che lusingato. Forse visto il livello del pasto avrebbe preferito che dicessi :".. per via della pubblicità su internet " !!
Comunque a parte tutto se vi fa voglia andateci eh ? Io solo per le coccole ricevute ci tornerei anche se mi servissero wuerstel e crauti.


finché il fegato non urla ...
Scake, investigatore scarcagnato ma tenace, ha risolto il caso di quella zingara di un'erba.
Notoriamente le cose vanno sempre cosi', vado all'estero e mi prende la fissa per la cucina locale, poi torno a casa e mi cimento risolvendo gli inghippi a casa mia.
Eh .. l'Italia .. sempre magggica.