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noi peschiamo anelli assieme alle vongole |
Voglio dire: così parecchio attratta?
Quando mi allontano da casa e realizzo che intorno ci sono delle montagne inizia la sequela:"e quelle cosa sono? Ma sono Alpi? Prealpi? Aspetta un attimo ci sono le Prealpi da queste parti? Come si chiamano quelle montagne lì? Ma è una catena? Ma ci
sono sentieri per andare su? Sarà faticoso camminare lì? Potrei farcela? Perché
non ci andiamo?"
Alla vista delle montagne il neurone si stappa e inizia a eruttare domande come lo spumante dalla bottiglia. Così, subitamente fuori dal
cervello in un fuoco d'artificio alla comparsa di un rilievo all'orizzonte.
Forse sono anch'io affetta da ecoansia e questo è un sintomo e non lo sapevo.
Perché una cima fa scaturire da dentro l'idea di natura autentica, inamovibile,
perpetua. A una cima così alta che si fa fatica a raggiungere cosa può mai
importare di quello che succede lì sotto? Scottatevi di calore, bruciate robe,
lordatevi di immondizie: io sto qua sopra e ciao.
Finché c'è montagna c'è
speranza.
Altitudine proprio.
Però oltre a questo ci deve essere altro perché mi
pare proprio che il mio tema di quest'estate sia la montagna, come elemento
estetico ed emotivo. Non so. Mi sento a casa se guardo le montagne l'avevo già
detto a giugno, sia quando sono fuori dal mio ambiente, tipo oggi al mare, sia
quando sono a casa.
È nato un rinnovato interesse per un elemento ormai
scontato della mia quotidianità.
Quando sono in pianura mi viene da dire "e per
fortuna che esistono le montagne" "grazie a Dio abito in montagna" "che bello
torno in montagna".
Anche oggi è così, oggi che sto tornando a casa in treno e
le vedo laggiù alla fine della pianura friulana. Anche se non sono le mie di
montagne, le mie sono più a Nord Ovest. Ma fa lo stesso.
Eppure il mare mi è
piaciuto un sacco. Mi è piaciuto farci il bagno dentro, galleggiare, sentire
l'acqua scorrermi attorno. Mi è piaciuto stare in spiaggia seduta e guardarlo
tutto intero, anche lui lì bello grande. Più misterioso della montagna, il fatto
che quella la guardi e la vedi tutta e di lui ne vedi solo la superficie è un
po' diverso, sotto non sai mai. Sotto poi non puoi respirare, non è un habitat
naturale per l'uomo, non si appartiene mai del tutto al mare, alla montagna
forse si invece.
"Il mare è una roccia che nessun ferro può incidere. Sul mare la morte è definitiva. Il mare è l’incertezza, l’instabilità, l’imprevedibile. Sul mare non esistono profeti" diceva Vittorio G. Rossi che il mare lo conosceva benissimo e mi pare che spieghi bene quello che penso.
Filosofa stamane.
O tu Quarto d'Altino
Di persiane scure
vetuste palpebre asfittiche e addormentate.
Luce di allogeno bambù imperla
i
binari lucidi della pioggia di fine estate.
Quarto d'Altino
che canti già Mestre
con il grigio severo della alacrità umana.
Ti saluto città
in tre battiti di
ciglia appena scompari
preannunciando mete più attese.
Poeta pure.
La combo
preciclo-premenopausa cortocircuita i neuroni.