vivere in sette tra profumo di pane, fruscio di pagine, ronzio di radio, risate di giochi e sogni di viaggi

venerdì 30 gennaio 2015

piano piano FORTE FORTE



Ero una ragazzina quando i miei genitori mi hanno iscritto al corso di pianoforte di una appena nata Scuola Musicale. Dopo due anni ho superato l'esame finale di solfeggio e poi ho continuato con lo studio dello strumento per altri due anni finche` ho deciso di lasciare tutto, con molta sofferenza e sensi di colpa per aver deluso i miei genitori, per non aver saputo portare avanti una passione che comunque sentivo molto forte dentro di me.
Ho lasciato perche` ero molto impegnata con il liceo e la scuola era cosi` lontana e scomoda da raggiungere che perdevo un sacco di ore preziose e necessarie allo studio.
Ma ho lasciato anche perche` avevo un insegnante di pianoforte che mi terrorizzava.

martedì 13 gennaio 2015

hotcakes - ホットケーキ: i pancakes piu` fluffy della storia!!




E` da un bel po' che tramite Instagram vedo passare immagini di questi altissimi e bellissimi pancakes e tutti vengono postati da utenti giapponesi.
Oggi mi sono messa a cercarne la ricetta, perche` di pancakes modestamente me ne intendo, ma di questa altezza ancora non me ne erano mai riusciti!
E come ho potuto verificare dopo ACCURATISSIME ricerche i giapponesi ne vanno matti e da loro vanno molto di moda, inoltre il segreto sta sia negli ingredienti che nella cottura.

NB: ci tengo a precisare che non ho nessuna pretesa di fornire ricette di cibo giapponese, passo qui solo quello che ho provato a casa mia con le ricette di altri, a volte con qualche variante come in questo caso.


ホットケーキ- HOTCAKES

per 8 pezzi:

2 uova
200ml di panna fresca
una bacca di vaniglia
200g di farina bianca
8g di lievito per dolci
40g di zucchero 

Mescolare bene e a lungo in una terrina le uova con la panna e e lo zucchero, quando il composto ha incorporato un po' di aria aggiungere tutto in una volta la farina, il lievito e il midollo della bacca di vaniglia. Mescolare solo per il tempo necessario ad incorporare le polveri e lasciar riposare coperto per 15 minuti.
Ungere di burro una padella antiaderente (meglio se di buono spessore perche` mantiene uniforme il calore sul fondo) scaldarla a fuoco medio alto e togliere l'eccedenza di burro fuso.
Aggiungere il composto degli hotcakes a cucchiaiate senza livellare troppo e lasciar cuocere il primo lato per tre minuti esatti e comunque finche` in superficie non si formano le prime bollicine di aria, rivoltare con una spatola a colpo sicuro la frittella (l'indecisione fara` colare l'impasto crudo ai bordi) e lasciar cuocere altri due/tre minuti CON IL COPERCHIO. Togliere dal fuoco, guarnire e mangiare ...HOT!!!!

Io ho guarnito con mele cotte con zucchero, limone e cannella, non avendo a diposizione i piu` scenografici frutti di bosco che si trovano in quasi tutte le immagini che citavo prima. Penso che pero` come per tutti i pancakes che si rispettino la guarnizione puo` variare a piacere.

La panna ispessisce l'impasto e la cottura li lascia alti, i due/tre minuti di cottura del secondo lato sono fondamentali perche` il centro dell'hotcake non risulti crudo. Comunque basta provare e si fa subito la mano!!



martedì 30 dicembre 2014

IN FISSA

No tipo... ma quanta roba???

te e kit-kat al matcha a casa di Ste
 Ste al ritorno da Tokyo porta gli otabe al gruppo di jappo-studio 
al matcha a sinistra alla cannella a destra


ho fatto diventare matta Ste per cercarli a Tokyo
e poi li vendevano nel mio supermercato di fiducia

Ste mi offre un kiaramerumakiato 

domenica 21 dicembre 2014

WONTON FRITTI - cercando di arrivare a Natale



Metti che e` una settimana che c'hai l'incazzatura facile.
Metti che tra tre giorni e` Natale (ed e` pure domenica e fuori splende pure il sole) per cui l'essere di umore cosi` nero ti fa incazzare ancora di piu`.
Metti che tuo marito decide che sono tantissimi natali che non festeggia come dice lui e ovviamente e` colpa tua e tu, che sai che in realta` e` solo stanco e non sa con chi prendersela, invece di passarci sopra ti ri-incazzi.

Quando ti accorgi che in meno di un minuto raggiungerai il punto di fumo fai una cosa: infilati il grembiule, accendi la radio, concentrati sulla ricerca di quell'esperimento culinario che volevi realizzare da tanto tempo e non hai mai avuto il tempo di affrontare e ... inizia ad impastare con tutte le energie che hai. 

Fosse estate andrebbe bene anche una vangata nell'orto, ma l'orto e` mezzo gelato dal freddo.
E comunque nel pomeriggio ho fatto anche quello...dovevo ancora piantare l'aglio prima della ghiacciata definitiva... 

Ma insomma sono li` davanti al mio bancone di marmo con il tablet in mano e scorro le immagini su Instagram un po' distrattamente. L'idea arriva fulminea da uno scatto fatto in un izakaya a Tokyo.

Da sempre sono immensamente affascinata da quelle ciotole servite colme di brodo fumante in cui galleggiano pezzetti di verdure, striscioline di carne e deliziosi fagottini di pasta traslucida ripieni di chissacchecosebuone. Avevo voglia di imparare a farli quei fagottini e mi sono messa immediatamente alla ricerca della ricetta giusta per gli ingredienti che avevo in casa.

I fagottini si chiamano wonton e sono di provenienza cinese, l'involucro di farina di grano e uovo puo' contenere vari tipi di ripieno e si possono cuocere al vapore, lessare o friggere.
Non avevo tempo a sufficienza per fare un buon brodo ricco e non possiedo l'attrezzatura per cuocere al vapore percio` ho scelto la variante fritta.


giovedì 4 dicembre 2014

Cronache mammesche: UDIENZE


Entro nella sala dal soffitto altissimo. Subito un tavolone e sopra dei fogli allineati con un elenco di appuntamenti: al singolo professore e` abbinato il nome dell'alunno. Ad ogni udienza effettuata il professore esce dalla sua postazione e cancella il nome dell'alunno invitando il genitore successivo a seguirlo. Sei postazioni in tutto e per tutto simili a quelle della cabine per le votazioni, dentro un piccolo banco e due sedie una di fronte all'altra. Controllo se quello prima di me sia gia` dentro e mi siedo su una sedia libera accanto alla porta. Accanto a me alcune signore parlano tra loro: le due meridionali a voce piuttosto alta conversano e ridono, sono molto truccate, ben pettinate, vestite di nero, una fasciata in un paio di leggins e stivaletti borchiati, in uno stile molto giovanile, un'altra donna invece siede di fronte ad un papa` che sosta in piedi con le mani in tasca, parlano il dialetto locale a bassa voce, immobili, come congelati in una postura rigida, muovono appena le labbra mentre gli occhi scattano veloci attorno. Lui indossa indumenti da cantiere e scarpe antinfortunistica, si sara` preso un permesso dal lavoro per essere qui, da` l'idea di fremere dalla fretta perche' ogni tanto lancia occhiate furtive alle postazioni dei professori.
Io invece di fretta non ne ho, negli impegni mattutini ci stava una buona ora disponibile per le udienze, avevo previsto ritardi. E` anche questo il bello di essere delle casalinghe: il mio e` in tutto e per tutto un lavoro autonomo, non ho cartellini da timbrare o superiori che mi stanno col fiato sul collo, per contro la regola "non rimandare a domani quello che puoi fare oggi" e` un must.